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Ue, Borchia (Lega): Boom import gas russo, ipocrisia sinistra e fallimento obiettivi Bruxelles

13 mag
Tempo di lettura: 1 min


Bruxelles, 13 mag. - "Due elementi accomunano Francia e Spagna. Indovinate quali? Il primo, si tratta di Paesi governati da forze politiche di centrosinistra che siedono assieme sui banchi del Parlamento europeo. Il secondo, sono i due principali importatori europei di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia".


"Nel primo trimestre del 2026, l'import di GNL russo fa segnare un rialzo record: ben +16% su base annua. Il livello più alto dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Nonostante le misure di Bruxelles per l'eliminazione graduale del gas russo, Mosca resta il secondo fornitore di GNL per l'Europa. Non lo dice la Lega: lo afferma l'ultimo report dell'Istituto per l'economia energetica e l'analisi finanziaria (IEEFA)".


"Lo stesso think tank prevede che, entro il 2028, l'Ue potrebbe importare circa l'80% del fabbisogno totale di GNL dagli Stati Uniti, con prezzi elevati ed un contesto instabile nella sicurezza degli approvvigionamenti, esposta a rischi crescenti. Insomma, una 'Waterloo' per gli obiettivi di diversificazione e riduzione della dipendenza energetica che la Commissione di Ursula von der Leyen voleva usare come dissuasivo nei confronti di Putin. A quanto pare, i primi poco dissuasi sono stati Macron e Sanchez. Archiviata l'eliminazione graduale, sul gas russo assistiamo al boom dell'import... nemmeno tanto graduale".


Così Paolo Borchia, capodelegazione Lega e coordinatore energia e industria (ITRE) per il gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo.

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