Case Green, Cisint: Legge sbagliata, Bruxelles la cambi e non faccia processi
Bruxelles, 17 lug. – La direttiva europea Case Green è “sbagliata nell'impostazione, irrealistica negli obiettivi e destinata a colpire soprattutto Paesi come l'Italia. Per questo, la Commissione europea dovrebbe riscriverla, non aprire procedure d'infrazione”. Lo dichiara l'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint, annunciando un'interrogazione urgente, sottoscritta dalla delegazione della Lega, a seguito della decisione di Bruxelles di avviare procedure d'infrazione contro tutti i 27 Paesi dell'Unione per il mancato recepimento della direttiva EPBD.
"La vera domanda è perché la Commissione insiste nel difendere una legge che nessuno è stato in grado di applicare - aggiunge Cisint - Se tutti i 27 Stati membri sono in ritardo, è evidente che il problema non sono gli Stati, ma una normativa pensata da qualcuno che ha divorziato con la realtà”.
Secondo l'eurodeputata, la direttiva è simbolo di un Green Deal concepito senza valutare le profonde differenze tra i Paesi europei: “L'Italia rischia più di tutti. Abbiamo uno dei patrimoni immobiliari più estesi, antichi e diffusi d'Europa, costituito in gran parte da abitazioni private. Immaginare di imporre gli stessi obblighi previsti per realtà completamente diverse significa mettere a rischio il valore delle case e scaricare costi insostenibili su milioni di famiglie”.
L'interrogazione chiede alla Commissione se non sia il momento di rivedere profondamente la direttiva, fino a valutarne il ritiro, e perché abbia scelto la strada delle procedure d'infrazione invece di aprire un confronto con gli Stati membri per costruire una normativa applicabile nel concreto. "Bruxelles continua a rispondere con intransigenze burocratiche a problemi dannatamente reali. Le procedure d'infrazione non risolvono una legge sbagliata. La Commissione dovrebbe avere il coraggio di correggere i propri errori, non quello di mettere sotto accusa governi e cittadini. Se una direttiva non funziona in nessuno dei ventisette Stati membri, è quella stessa direttiva che deve cambiare”, conclude Cisint.
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